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aprile 28, 2006

Commenti

Madenn

Mi viene un dubbio... non è che noi viviamo diversamente la religione? Per noi spesso un crocifisso è un "giudice" che controlla il nostro operato e a cui dobbiamo render conto, mentre in altre culture un altare è una "porta" per parlare alle divinità e chiedere semplicemente il loro aiuto.

JapanLover

Sarebbe bellissimo se il Giappone diventasse Cristiano!

Nessuno

I giapponesei non sono cattolici per cui non sono "credenti" cristianamente intesi, sono shintoisti e buddisti e poi ce ne sono tanti che non professano nessuna religione.
La pasqua in Giappone non si festeggia, non e' neanche molto noto, anche se i Giapponesi sanno a spanne di questa celebrazione nei paesi cristiani.
Il Giappone e' un paese laico, ovvero le autorita' religiose non hanno un ruolo ufficiale nel governo. In Italia e' lo stesso ma e' nota l'influenza politica dei credenti e delle autorita' religione nella vita del paese.

Un altare in un luogo pubblico e' un altare in un luogo pubblico, c'e' a chi piace e a chi no. Per chi non crede e' solo una casettina di legno, cosi' come il crocefisso e' solo un pezzo di metallo, sono oggetti pero' carichi di significato anche politico, perche' sappiamo bene quanti si raccolgano sotto simboli e bandiere e come la pensino e quanto si impegnino per plasmare il paese dove viviamo tutti a loro modello. Il che fa dei simboli, anche per i non credenti, delle bandiere di una fazione, non solo innocui e gradevoli oggettini.
Tuttavia piu' rilevante del problema dei crocefissi nelle aule, sono i preti nelle aule, pagati con le notre tasse attraverso l'otto per mille iniquamente distrubuito dallo stato. Tali preti, rigorosamente cristiani e mai protestanti o ortodossi o rappresentanti di altre religioni, istruiscono i figli altrui a credere in questo e quello acriticamente senza mai chiedersi cosa sia leggenda e cosa sia invenzione, con buona pace della laicita' dello stato e delle libere aspirazoni religiose di ciascuno.
In Giappone questo problema non c'e' in quanto nella scuola pubblica non ci sono preti o monaci ne' messe e preghiere. Se uno vuole pregare al tempio o al tempietto lo fa mentre gli altri si bevono un buon te', ciascuo nel proprio tempo libero e nel rispetto di tutti.

Nessuno

I giapponesei non sono cattolici per cui non sono "credenti" cristianamente intesi, sono shintoisti e buddisti e poi ce ne sono tanti che non professano nessuna religione.
La pasqua in Giappone non si festeggia, non e' neanche molto noto, anche se i Giapponesi sanno a spanne di questa celebrazione nei paesi cristiani.
Il Giappone e' un paese laico, ovvero le autorita' religiose non hanno un ruolo ufficiale nel governo. In Italia e' lo stesso ma e' nota l'influenza politica dei credenti e delle autorita' religione nella vita del paese.

Un altare in un luogo pubblico e' un altare in un luogo pubblico, c'e' a chi piace e a chi no. Per chi non crede e' solo una casettina di legno, cosi' come il crocefisso e' solo un pezzo di metallo, sono oggetti pero' carichi di significato anche politico, perche' sappiamo bene quanti si raccolgano sotto simboli e bandiere e come la pensino e quanto si impegnino per plasmare il paese dove viviamo tutti a loro modello. Il che fa dei simboli, anche per i non credenti, delle bandiere di una fazione, non solo innocui e gradevoli oggettini.
Tuttavia piu' rilevante del problema dei crocefissi nelle aule, sono i preti nelle aule, pagati con le notre tasse attraverso l'otto per mille iniquamente distrubuito dallo stato. Tali preti, rigorosamente cristiani e mai protestanti o ortodossi o rappresentanti di altre religioni, istruiscono i figli altrui a credere in questo e quello acriticamente senza mai chiedersi cosa sia leggenda e cosa sia invenzione, con buona pace della laicita' dello stato e delle libere aspirazoni religiose di ciascuno.
In Giappone questo problema non c'e' in quanto nella scuola pubblica non ci sono preti o monaci ne' messe e preghiere. Se uno vuole pregare al tempio o al tempietto lo fa mentre gli altri si bevono un buon te', ciascuo nel proprio tempo libero e nel rispetto di tutti.

Nessuno

I giapponesei non sono cattolici per cui non sono "credenti" cristianamente intesi, sono shintoisti e buddisti e poi ce ne sono tanti che non professano nessuna religione.
La pasqua in Giappone non si festeggia, non e' neanche molto noto, anche se i Giapponesi sanno a spanne di questa celebrazione nei paesi cristiani.
Il Giappone e' un paese laico, ovvero le autorita' religiose non hanno un ruolo ufficiale nel governo. In Italia e' lo stesso ma e' nota l'influenza politica dei credenti e delle autorita' religione nella vita del paese.

Un altare in un luogo pubblico e' un altare in un luogo pubblico, c'e' a chi piace e a chi no. Per chi non crede e' solo una casettina di legno, cosi' come il crocefisso e' solo un pezzo di metallo, sono oggetti pero' carichi di significato anche politico, perche' sappiamo bene quanti si raccolgano sotto simboli e bandiere e come la pensino e quanto si impegnino per plasmare il paese dove viviamo tutti a loro modello. Il che fa dei simboli, anche per i non credenti, delle bandiere di una fazione, non solo innocui e gradevoli oggettini.
Tuttavia piu' rilevante del problema dei crocefissi nelle aule, sono i preti nelle aule, pagati con le notre tasse attraverso l'otto per mille iniquamente distrubuito dallo stato. Tali preti, rigorosamente cristiani e mai protestanti o ortodossi o rappresentanti di altre religioni, istruiscono i figli altrui a credere in questo e quello acriticamente senza mai chiedersi cosa sia leggenda e cosa sia invenzione, con buona pace della laicita' dello stato e delle libere aspirazoni religiose di ciascuno.
In Giappone questo problema non c'e' in quanto nella scuola pubblica non ci sono preti o monaci ne' messe e preghiere. Se uno vuole pregare al tempio o al tempietto lo fa mentre gli altri si bevono un buon te', ciascuo nel proprio tempo libero e nel rispetto di tutti.

Nessuno

I giapponesei non sono cattolici per cui non sono "credenti" cristianamente intesi, sono shintoisti e buddisti e poi ce ne sono tanti che non professano nessuna religione.
La pasqua in Giappone non si festeggia, e' conosciuta attraverso le rare citazioni che compaiono nel cinema americano.
Il Giappone e' un paese laico, ovvero le autorita' religione non hanno un ruolo ufficiale nel governo. In Italia e' lo stesso ma e' nota l'influenza politica dei credenti e delle autorita' religione nella vita del paese.

Un altare in un luogo pubblico e' un altare in un luogo pubblico, c'e' a chi piace e a chi no. Per chi non crede e' solo una casettina di legno, cosi' come il corcefisso e' solo un pezzo di metallo, sono oggetti pero' carichi di significato anche politico, perche' sappiamo bene quanti si raccolgano sotto simboli e bandiere e come la pensino, il che fa dei simboli, anche per i non credenti, delle bandiere di una fazione, non innocui e gradevoli oggettini.
Tuttavia piu' rilevante del problema dei crocefissi nelle aule, sono i preti nelle aule, pagati con le notre tasse attraver l'otto per mille. Tali preti, rigorosamente cristiani e mai protestanti o ortodossi o di altre religioni, istruiscono i figli altrui a credere in questo e quello, con buona pace della laicita' dello stato e delle libere aspirazoni religiose di ciascuno.
In Giappone questo problema non c'e' in quanto nella scuola pubblica non ci sono preti o monaci ne' messe e preghiere. Se uno vuole pregare al tempio o al tempietto lo fa mentre gli altri si bevono un buon te'.

Nessuno

I giapponesei non sono cattolici per cui non sono "credenti" cristianamente intesi, sono shintoisti e buddisti e poi ce ne sono tanti che non professano nessuna religione.
La pasqua in Giappone non si festeggia, e' conosciuta attraverso le rare citazioni che compaiono nel cinema americano.
Il Giappone e' un paese laico, ovvero le autorita' religione non hanno un ruolo ufficiale nel governo. In Italia e' lo stesso ma e' nota l'influenza politica dei credenti e delle autorita' religione nella vita del paese.

Un altare in un luogo pubblico e' un altare in un luogo pubblico, c'e' a chi piace e a chi no. Per chi non crede e' solo una casettina di legno, cosi' come il corcefisso e' solo un pezzo di metallo, sono oggetti pero' carichi di significato anche politico, perche' sappiamo bene quanti si raccolgano sotto simboli e bandiere e come la pensino, il che fa dei simboli, anche per i non credenti, delle bandiere di una fazione, non innocui e gradevoli oggettini.
Tuttavia piu' rilevante del problema dei crocefissi nelle aule, sono i preti nelle aule, pagati con le notre tasse attraver l'otto per mille. Tali preti, rigorosamente cristiani e mai protestanti o ortodossi o di altre religioni, istruiscono i figli altrui a credere in questo e quello, con buona pace della laicita' dello stato e delle libere aspirazoni religiose di ciascuno.
In Giappone questo problema non c'e' in quanto nella scuola pubblica non ci sono preti o monaci ne' messe e preghiere. Se uno vuole pregare al tempio o al tempietto lo fa mentre gli altri si bevono un buon te'.

Andrea

Pienamente d'accordo con l'ultimo intervento di Flavio.

Flavio

Secondo me, per un credente la presenza di un crocifisso in aula non è indispensabile.
Non si è credenti per un simbolo o per una statuetta, ma per altri motivi.

Sakumi

Sono curiosa di conoscere la risposta di Massa... mi interessa molto questo argomento...soprattutto perchè vorrei sapere se il Giappone è uno Stato laico oppure no... L'Italia lo è solo in apparenza purtroppo.

Gelsika

In effetti per uno che non ci crede se c'è o meno il crocifisso non cambia mentre per uno religioso credo che la presenza sia "indispensabile" (forse) comunque io sono curiosa di sapere se in Giappone è mai nato un caso del genere quindi:

Massa lo sai che in Italia c'è stato un problema di tipo giuridico (da cui si è elevata una questone sociale) riguardo alla presenza di un crocifisso (simbolo della religione cristiana) nelle scuole? praticamete il padre di uno degli alunni dato che la propria famiglia era di una religione diversa chiedeva di togliere il crocifisso dall'aula (cosa che non è stata fatta perchè il crocifisso oltre a essere simbolo religioso fa anche parte della storia della nostra Italia) In Giappone è mai successa una cosa del genere?
Da noi è stato un caso di cui si è parlato molto sui giornali e in TV e per molto tempo...

P.S. Spero di non aver riportato informazioni errate, e nel caso se qualcuno vorra correggermi ne sarò ben lieta

Flavio

Si, l'avevo capito che il tuo non era un intervento critico.
Comunque, con o senza crocifisso in aula, per me non fa alcuna differenza

Andrea

Flavio il mio non era per niente un intervento critico, solo una curiosità dettata da quello che mi disse una volta una amica giapponese sulla religione. Noi comunque a scuola i crocifissi non li avevamo e nessuno li voleva.

Flavio

Andrea, secondo me non fanno tutto quelle storie che ci sono state in Italia per quanto riguarda i crocifissi nelle aule delle scuole.
E comunque da quello che so, lo scintoismo è molto diverso dalle religioni come il cristianesimo e il buddismo.
è interessante che in Giappone una persona è contemporaneamente buddista e scintoisa!

Comunque il kamidama è bellissimo!
Ci sono anche quelle strisce bianche fatte a quadrati che pendono.
Se ricordo bene servono a scacciare gli spiriti maligni.
Masahiko, dico bene?
Come si chiamano?

Andrea

Massa ma in Giappone non siete in maggioranza non credenti? Se sì come viene presa la presenza di un altarino (carinissimo peraltro ^__^) in un luogo di convivenza come un ufficio?

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