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giugno 22, 2006

Commenti

Pedro

Bravo Uberto, io la penso esattamente come te

Pedro

Caro 将門, io sono cosciente del fatto che in tutto il mondo ci sono i razzisti, sia in Italia, sia in Giappone, ecc ecc... e l'ho anche detto nel mio post.

In secondo luogo, forse non te ne sei accorto, ma sentendomi dire:"A Pedro non rispondo neanche, visto che neanche capisce la differenza tra 思う e 考える", posso solo chiedermi per quale arcano motivo io abbia cercato di ragionare con te, quando tu invece usi pretesti infantili (la differenza tra 2 verbi) per non ragionare su un argomento che non ha niente a che vedere con dei verbi.
La frase che mi hai rivolto, e che ho citato, non ha nè capo e nè coda in questo contesto. Se vuoi ragionare con me, incomincia a non offendere e a non farti lo sborone con il giapponese, e pensa a dire cose concrete come hanno fatto gli altri, e in linea con il tema del discorso, che per la cronaca è il razzismo.
Vedrò poi se vale la pena risponderti.
Ciao

uberto

Bella discussione, ma mi pare evidente che chi scrive un blog in italiano e' difficile che nutra intenti razzisti verso gli stranieri.

In generale pero' i giapponesi sono tutti convinti che la loro lingua sia difficilissima... almeno finche' non provano a studiare l'italiano!

Poi di persone stronze se ne trovano in tutto il mondo, e non direi che il Giappone sia messo peggio dell'Italia.

Nina

tutto chiaro, grazie!

将門

Spiegazione per Nina

le frasi in giapponese riportate indicano un'indisponibilita' da parte dell'interlocutore giapponese a parlare nella propia lingua con uno straniero
Immagina ad esempio un italiano che frequenta un'universita' giapponese da alcuni anni e che parli il giapponese in modo fluente. E' purtroppo abbastanza frequente il fatto che pur rivolgendosi in giapponese ad un giapponese, gli venga risposto "Difficile il giapponese vero?", oppure in tono ironico "Sei proprio bravo in giapponese!" e che quello che lui ha detto venga ignorato. I giapponesi infatti comunicano spesso in maniera indiretta e non diretta. Questa situazione e' venuta peggiorando a tal punto negli ultimi anni che spesso dire a qualcuno ironicamente "Sei bravo in giapponese!" e' considerato un insulto al pari di insulti razziali negli Stati Uniti. E' chiaro?

Giovanni

Buongiorno a tutti

non mi sembra proprio il caso di scaldarsi tanto su questa discussione, e comunque non ci si può illudere di risolvere nulla con un semplice blog... il razzismo è ovviamente un tema molto difficile, che si fonde con le culture nazionali per cui non sempre ne è facilmente separabile.
Io sono un italiano residente a Tokyo per lavoro e devo dire che qui è piuttosto noto il fatto che molti giapponesi -letteralmente- si battono affinché gli stranieri non possano imparare la loro lingua. Questo non toglie che il tono utilizzato da masakado sia sconveniente, e che quindi lui/lei si meriti un rimprovero.
Penso pero’ che anche gli altri dovrebbero aprire un po’ gli occhi. L’esperienza mi insegna che i Giapponesi raramente si muovono gratis ed amore dei. L’autore di questo sito mi sembra encomiabile sotto molti punti di vista, ma a ben vedere c’e’ questo sponsor, la Shibuya Language School. Per curiosità sono andato a vedermi un po’ il loro sito, e ho scoperto che sono parte di quelle scuole di lingua in Giappone la cui documentazione è tutta in inglese... a buon intenditor poche parole.

Mi ricordo una tesi di laurea che ha che fare con questo discorso. Potete accedere a
http://www.nipponico.com/tesi/andreani_fabiana/

poi andate a leggervi l’ultima pagina del capitolo 1.

Ciao a tutti

Giovanni

Nina

scusate ma io non studio il giapponese e mi risulta difficile capire l'argomento della vostra discussione. poteste, per favore, tradurmi questi famosi insulti che Massa avrebbe scritto? grazie

将門

A Pedro non rispondo neanche, visto che neanche capisce la differenza tra 思う e 考える.

A 南蛮:
tu hai la lingua tanto lunga, ma da quello che scrivi mi sembra che la tua esperienza di vita in Giappone sia alquanto limitata.
Altrimenti sapresti che
「日本語はお上手ですね!」
「日本語は難しいですよ!」
sono i peggiori insulti che i giapponesi riservano agli stranieri che studiano il giapponese.
In alcune universita' di Tokyo frequentate da stranieri e' considerato taboo ripetere questi insulti, e "Koba" lo sa benissimo.

E se non credete a me, leggetevi bene, interamente, questo:

http://forum.japantoday.com/m_290677/mpage_1/key_/tm.htm

南蛮

Caro 将門, mi pare proporio fuori luogo la tua illazione. Sono sicuro che poiché il signor Kobayashi studia l'italiano con ottimi risultati è ben consapevole che uno straniero possa imparare egregiamente la sua lingua. Immagino anche che conosca stranieri o italiani che parlano bene il giapponese.
L'osservazione di Kobayashi comunque è più che ragionevole: quando si approccia il giapponese, non esiste una regola "infallibile" per distinguere wago da kango, bisogna infatti approfondire la conoscenza della morfologia giapponese e della formazione del suo lessico.

今からコメントをするとき、もっと注意してごらん。

Pedro

ho sbagliato il destinatario della mia risposta nel mio ultimo post. Si tratta di 将門, non Iddo...

Pedro

->Per Iddo

Caro Iddo,
assalire, accusare e calunniare le persone in questo modo non è indice di un comportamento civile e maturo.

Credo che tu possa affrontare l'argomento con toni più pacati rispetto a come hai scritto (mai sentito parlare del verbo 思う ??? ="pensare")

Ti è per caso passato per l' anticamera del cervelletto che Masahiko potrebbe NON aver scritto quella frase con il significato che tu gli hai attribuito????
PER CASO hai mai pensato che, nonostante la sua bravura nello scrivere italiano, possa essere capitata una frase un pò particolare da rendere???

Come vedi, ci possono essere varie motivazioni che spingono o possono spingere (anche involontariamente) una persona a dire o scrivere certe cose. Ma non per questo noi dobbiamo partire subito in quarta e puntare il dito. Cerchiamo di usare la testa, e riflettiamo ancora un pò sulle parole di altri, prima di aprire la bocca.
Io non sto difendendo Masahiko (che ha la dignità e l'intelligenza per difendersi da solo -e oltretutto l'accusa gli è stata detta in giapponese), ma voglio solo spingere Iddo a riflettere sulle possibili motivazioni che potrebbero aver spinto Masahiko a scrivere quella frase, motivazioni che, secondo il mio punto di vista, ESULANO da sentimenti razzisti nel modo più completo.

Iddo, dato che non puoi ACCUSARE le persone (un pò perchè non puoi avere la certezza delle tue affermazioni dato che non sei telepatico, e un pò perchè la gente può essere e credere quello che vuole, compreso avere risentimenti per un altro popolo -cosa che io NON approvo, sia ben chiaro-) CHIEDI. Sarà più apprezzato.

Se vuoi sapere il mio modesto punto di vista, Masahiko NON ha scritto quella frase intendendo quel significato, che tra l'altro non allude neanche lontanamente all'essere razzisti...

将門

Iddo scrive:
"Può darsi che sia molto difficile per gli stranieri usare correttamente il linguaggio formale.(^ ^;"

そうですかね?日本人にできるなら、外国人にもできるはず!
人種差別・外人嫌いなどは、廃棄せよ!!

南蛮

È vero una regola che vale in assoluto non c'è però con l'esperienza comprendi che una parola polisillabica composta che magari contiene parole più semplici (tabida(tsu), katanakake, yubiwa) non può che essere giapponese e allo stesso tempo parole kango come gyakuin, kantan, shoushou non potrebbero nemmeno formarsi con la morfologia della lingua yamato. "gya" non esiste nemmeno nei wago se non in certi dialetti, la "n" finale solo in certe costruzioni che comunque si riconoscono. Così si scopre che le eccezioni sono molto meno di quel che sembra. Poi se stai leggendo un testo scritto è ancora più facile capirlo.

Flavio

Masahiko, secondo me per noi stranieri è meglio imparare a memoria se una parola è wango o kango.
La stessa cosa vale per i verbi godan e ichidan.
Una regola generale che funziona sempre, per distinguere wago e kango, godan e ichidan, credo non esista.

massa

Mi dispiace ma devo dire che è veramente difficile per stranieri distinguire il kango e wago. Noi giapponesi possiamo farlo perché studio due modo di leggere il kanji; "kun-yomi" (音読み) e "on-yomi" (訓読み). Per esempio, il kanji "手" si legge "te" in modo di kun-yomi e "shu" in modo di "on-yomi". Normalmente il kun-yomi ha un proprio significato da solo, ma il on-yomi non é chiaro senza combinato con un'altro (solo "shu"(手) non ha nessun significato, ma "aku-shu"(握手) può indicare "stringere la mano". Le parole si leggono in modo di on-yomi sono di solito il kango, e quelle di kun-yomi sono il wago. Penso che non ci sia nessuna legge per distinguire il kango e il wago.

南蛮

Non è troppo difficile riconoscere i kango dai wago. Quasi tutte le parole che comprendono sillabe impure (kyo, gyo) o allungamenti (chou, ou, mei, sei) sono di origine cinese. Altri casi si riconoscono ad orecchio perché le pronunce onyomi hanno caratteristiche tipiche (fuku, gyaku, setsu, jutsu). Ovviamente ci sono sempre eccezioni, ma quelle si imparano ad orecchio con l'abitudine e non sono molte.

Sakumi

Mi piace imparare sempre qualcosa di nuovo... e Massa mi aiuta molto in questo :) Anche io sono curiosa di conoscere la risposta... ^__^

Flavio

Grazie mille per la spiegazione :D
Verissimo, il keigo è abbastanza difficile!
Masahiko, come si fa a capire se una parola è di origine giapponese o cinese?

calogero

che vergogna l'ho visto solo ora ho scritto "studio lo giapponese" e poi faccio i complimenti a massa sicuramente parla italiano meglio di me

Matteo

Molto difficile, io sinceramente l'ho lasciato perdere per la disperazione...

Ancora complimenti per il blog, te li meriti alla grande.

SimonGL81

Già è vero, parla anche meglio di alcuni che conosco, giuro! è bravissimo! ;)

Forte questa cosa dei prefissi, ma mi chiedo anch'io se dobbiamo sapere a memoria quali parole sono cinesi e quali no...

CALOGERO

ciao massa trovo questo blog molto interessante ti seguo da un pò, studio lo giapponese a tempo perso e di tempo ne ho perso molto trovando molte difficoltà. ti faccio i complimenti hai imparato l'italiano molto bene rispetto ai post del 2004 sei migliorato molto ciao e a presto

Gabriella

Ho studiato un po' di keigo all'università e devo dire che è veramente complicato da usare. Una cosa che non ho ancora capito è come si fa a sapere se una parola è di origine cinese o giapponese.
C'è un modo per saperlo o bisogna andare a memoria??
grazie...trovo che questo sito sia fantastico!!

Morena

Grazie per la spiegazione,non sapevo che dipendesse dall'origine delle parole.
Hai ragione...il keigo e' molto difficile(-_-);

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